Casa Pediatrica

Casa Pediatrica 'Arte come terapia'

Da Io Donna del Corriere della Sera del 9 ottobre 2014  "Italia che funziona - Arte in ospedale: grandi designer rifanno le pareti della Casa Pediatrica - Artisti e privati hanno ridisegnato la Casa pediatrica del Fatebenefratelli a Milano, una struttura di riconosciuta eccellenza. Ora anche luogo di cura che strappa un sorriso ai piccoli malati. - Nelle stanze vuote si aggirano i più bei nomi dell’arte e del design italiano. Ognuno sta dipingendo una stanza. Ci sono lavori in corso molto particolari nel nuovo reparto di Pediatria del Fatebenefratelli di Milano. La nuova Casa Pediatrica, a cui si accede da una via e da un cortile separato, nasce con fondi pubblici, ma mancavano tutti gli arredi, allora il professor Luca Bernardo, che la dirige, ha chiamato a raccolta la Milano dal cuore grande e quella Milano ha risposto. Le stanze e gli spazi comuni decorati ad hoc fanno di questo luogo un museo permanente, ma sono solo una parte di un progetto unico, che ha il patrocinio di sindaco ed Expo 2015 e che sarà presentato il 20 ottobre con un evento in loco in cui chi vuole potrà contribuire. In ogni stanza, un cartello indicherà ciò che manca: letti, Pc, lampade, frigobar… Si accettano denaro o oggetti.
Intanto, Matteo Guarnaccia, tra i massimi esponenti della cultura psichedelica, sta lavorando a una specie di grandioso Re Leone. Ride: «Ho visualizzato una festa con gli ospiti che vorrebbero i bambini, cavalli, delfini, gatti, anche il caduceo, che è il doppio serpentello simbolo dei farmacisti». Alessandro Guerriero, il fondatore del gruppo di post-avanguardia Alchimia, dice: «Io, di tornare bambino, lo faccio di mestiere». La sua parete si sta popolando di seggioline, caffettiere e altri oggetti dalle dimensioni smisurate “affinché i bambini possano leggervi dentro altre cose. Voglio che dell’ospedale ricordino la stanza, non la malattia”. Elio Fiorucci sta riempiendo una camera di nanetti, coniglietti e formichine col cappello. Riflette: «I bambini hanno un’attrazione speciale per natura e animali. In campagna, la prima cosa di cui chiedono è il pollaio». Gianni Veneziano, il designer celebre per i suoi Walking Man, sta colorando una parete di omini puntinati, “messi in tutte le posizioni, visti come dall’alto, così i bambini potranno fantasticare, come se ci nuotassero dentro”. Marianna Bussola sembra piccola piccola davanti a una parete densissima: «Mi sono ricordata della bambina che ero, allora ho disegnato figure tra antropomorfo e fiabesco, e puntini che possono essere stelle o lucciole».
Quando nel 2005 il professor Bernardo arrivò dagli Stati Uniti, cervello di ritorno, a dirigere la Pediatria del Fatebenefratelli, trovò un luogo in bianco e nero, che ha poi reso un vanto della sanità pubblica: «Non abbiamo mai avuto una denuncia» dice fiero, «il personale ci mette l’anima e abbiamo i migliori medici: rientrano dall’estero per lavorare in un posto d’eccellenza». I posti letti sono 23, arriveranno a 30. Tante le specializzazioni: rianimazione, pediatria allergologica, pneumologia sono solo alcune, assieme all’unico centro lombardo della banca del latte, a un centro di riferimento per l’epilessia e le disabilità complesse, a uno per la cura dei disturbi ormonali della crescita.
L’altra area modello è quella del disagio adolescenziale, con uno sportello H24. Ed è un mondo che quando il prof lo racconta fa paura e stupisce. Non solo bullismo, disturbi alimentari, tentati suicidi, o gang di latino-americani e relative vittime di combattimenti. Ma anche: autostrangolamento, vampirismo, satanismo. «Il primo fenomeno è in ascesa: i ragazzini si fanno soffocare dagli amici e vince chi sviene per ultimo. Arrivano da noi da rianimare» spiega il professore. Il vampirismo, invece, va di moda dopo il recente successo dei film di genere: i ragazzi si feriscono e si succhiano il sangue tra di loro. Per il satanismo, si mobilita una caccia del bene contro il male: «I nostri operatori vanno nei forum internet, agganciano i minorenni e li convincono a incontrare gli psicologi». Non manca il cutting, l’autolesionismo: «Mille casi l’anno». La dipendenza da Internet, in questo quadro, può sembrare il disagio meno grave, macché: «Abbiamo ricoverato un quattordicenne che ha accoltellato la madre perché gli ha staccato il pc» racconta Bernardo.
Progetti con l’Accademia di Belle Arti di Brera e il Circolo Canottieri di Milano sono stati attivati per consentire ai ragazzi di recuperare creatività e socialità o, per dirla col professore, «per combinare cose diverse dai disastri ». La sua ricetta è «mettere al centro sia il minore sia la famiglia». Nella “Casa”, oltre che l’area-scuola, ci sarà una stanza “food e life” per i genitori, dove cucinare con un nutrizionista. L’idea di decorare l’ala pediatrica nasce da una telefonata del dottor Bernardo all’amica esperta di arte ed eventi Donata Berger, chiedendole aiuto. «È nata così l’idea di completare un intervento pubblico di valore con l’intervento dei privati» spiega lei. Che ha poi selezionato gli artisti, con Margherita Sigillò: «Hanno risposto con entusiasmo e, una volta qui, si sono anche divertiti: non capita spesso che lavorino insieme». poi è arrivata la generosità dei singoli. Gabriella Magnoni Dompé, già Cavaliere al Merito della Repubblica per la sua attività di benefattrice, ha donato stanza per i prelievi e infermeria: «L’ho fatto da mamma e da donna. Da mamma, soprattutto, immagino che la cosa peggiore sia la malattia di un figlio». La Dompé, che con Donata sta lavorando all’evento del 20, sintetizza così: «Il professore è il papà, Donata l’ideatrice, io l’ambasciatrice e Michelle la madrina ». Già, c’è anche Michelle Hunziker. Che racconta: «Da bambina ho passato mesi in ospedale e subito tante operazioni, ma vivevo in Svizzera, ne ho un ricordo allegro. Perciò vorrei che le sofferenze ospedaliere venissero alleviate a quanti più bambini possibile».

Da Repubblica del 21 ottobre 2014 "L'arte entra in ospedale per dare un tocco di colore e allegria alle stanze dei pazienti più piccoli: la casa pediatrica del Fatebenefratelli, in via Fatebenesorelle 14 a Milano, ha riaperto i battenti dopo un'operazione di restauro durata un anno e mezzo presentandosi con un volto completamente rinnovato. Un gruppo di ventuno artisti e designer, tra cui nomi molto noti come Elio Fiorucci, ha lavorato gratuitamente per dipingere 16 stanze e alcuni spazi comuni del reparto diretto da Luca Berardo. Il progetto 'Arte come terapia', nato da un'idea di Donata Berger e coordinato da Margherita Sigillò per C-Zone, è patrocinato dal comune di Milano e da Expo2015. L'iniziativa è già sostenuta da molti privati e aziende e punta a coinvolgere altri finanziatori per consentire l'acquisto degli ultimi elementi di arredamento necessari per completare il reparto, dai letti alle televisioni, dalle sedie alle lampade (Lucia Landoni)"

 

 

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